11. Rossella Dini, “I decreti di Roma io non li discuto, li eseguisco”. Un profilo di Andrea Sarti, vescovo di Pistoia 1909-1915

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Gli Ori, 2020.
Andrea Sarti (Castelnuovo Garfagnana, 1° settembre 1849- Pistoia, 7 novembre 1915) fu vescovo di Pistoia e Prato dal 1909 alla sua morte. Episcopato, il suo, di breve durata ma certo non insignificante e poco incisivo, come l’assenza di letteratura potrebbe far supporre. Gli anni in cui Sarti fu a capo della diocesi sono anni travagliati, stretti tra la guerra di Libia e la Grande guerra, tra la crisi politica del giolittismo e il trasformismo del patto Gentiloni, tra le prime elezioni a suffragio allargato e l’ingresso nella vita pubblica di organizzazioni di massa espressione dei ceti subalterni, tra le grandi trasformazioni in corso sul piano sociale, economico, culturale e del costume e le pulsioni nazionaliste che tentano una risposta ai problemi del paese aderendo a tentazioni imperialiste. In questo contesto, una stagione difficilissima per la Chiesa, ormai divenuta “parte” in uno stato laicizzato e in una società in via di secolarizzazione, cui tenta di reagire rilanciando l’ambizioso obiettivo di ricristianizzare la civiltà: instaurare omnia in Christo. Gl’incarichi ricevuti dalla Santa Sede (visitatore apostolico, consultore per il Catechismo unificato) lo collocano in una sfera più ampia di quella diocesana: indizio del riconoscimento della sua affidabilità nella Chiesa di Pio X, della quale fu autentico rappresentante, interprete dei suoi orientamenti e obbediente esecutore delle sue direttive. “I decreti di Roma io non li discuto, li eseguisco”, era il suo motto. Uomo energico e pragmatico, si distinse nell’azione, unendo all’uso degli strumenti classici della pastorale tridentina (lettere e visite pastorali) un attivismo concreto e penetrante su tutti i fronti. Duttile nei rapporti con le istituzioni civili, fu vescovo ultra-patriottico, convinto assertore della missione civilizzatrice dell’Italia, nazione eletta in quanto centro della cattolicità. Non una figura di primo piano o di particolare originalità, fu tuttavia un abile e zelante traghettatore della diocesi che gli era stata affidata verso tutti gli esiti indicati dal pontefice del periodo, nell’obiettivo di instaurare omnia in Christo.

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